Eventi

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NO.MADE

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5-10 aprile


Ampi volumi definiti da muri in laterizio, con ridotte superfici finestrate, ma larghi accessi, e luce per lo più zenitale, proveniente dai tipici tetti a shed. Una location che invita alla “colonizzazione” e quasi all’ urbanizzazione di un luogo assimilabile ai vuoti (/non luoghi) metropolitani, agli spazi di risulta, che sono ideali contenitori di architetture urbane concettualmente innovative. Ma questo luogo é assieme un interno e un esterno, contiene unità, cellule, tubi, spazi di aggregazione, corridoi, funzioni. A differenza di un interno abitativo (o di un hotel), non viene suddiviso, ma riempito.
I progetti presentati rappresentano l’espressione composita di giovani designer che pensano il fare progettuale per un target di utilizzatori ad essi molto vicini (se non coincidenti).
I materiali rispettano in tutti i casi le esigenze di progetti funzionali, sostenibili, flessibili e low-cost; ma diverse sono le interpretazioni di queste necessità.

In tutti i progetti presenti si sottolinea la necessità di definire degli spazi adatti alla comunicazione, allo scambio, all’incontro.
In conclusione vengono alla luce, anche in questa esperienza didattico-progettuale, la volontà di distinguere e preservare l’esperienza privata della camera d’albergo, in rapporto al suo ruolo fondamentale per l’identità di fondo di ogni struttura turistico-ricettiva; della cellula separata, quasi unica, in contrapposizione alle aree “pubbliche” interne alla struttura, dove le esperienze comuni vengono veicolate attraverso elementi d’arredo (e non strutturali) nell’ambito di spazi studiati per facilitare l’incontro e la comunicazione.